mercoledì 15 aprile 2026

CAVA

Cavarsela nella vita è uno dei primi principi della sopravvivenza moderna. 
Un misto tra accettazione delle proprie condizioni sociali e individuali e accoglienza di ciò che accade o può accadere attorno a noi. Accade ad esempio che qualcuno impari a caversela meglio degli altri, che ottenga il famoso "successo" quantificabile nella società in cui viviamo attraverso il proprio conto bancario. C'è chi se la sa cavare meglio di altri per le prestazioni fisiche, pensando a Sinner ci viene in mente qualcuno che sa cavarsela alla grande. 
Qualcuno se la cava nella quotidianità e non mira al successo, ma ad arrivare al giorno dopo, a poter soddisfare i bisogni primari. Non fa sport, ma si tiene in forma, non per scelta, ma per doversela cavare nella vita. Ci sono le donne delle pulizie, che lavorano di notte a New York e che si guardano gli incavi degli occhi rossi per la stanchezza. Ci sono i netturbini che ricalcano con i propri furgoncini alle quattro di mattina, tutte le buche e cavità che caratterizzano in maniera diversa ogni città, come delle cicatrici. 
Ci sono i minatori che hanno cavato tanto, ma ricavato poco. 
Ogni soggetto può essere in un punto preciso di una conca cava: o nel suo punto abissale, dove nessuno in superficie lo vede, resistendo alla quotidianità di ogni giorno, oppure nel punto apicale, restando in vetta e raggiungendo successo e visibilità. 
Il movimento tra queste due posizioni non è scontato: non c'è uno scivolo che conduce nei fondali della conca, ma a volte i terremoti servono anche a sconquassare queste posizioni e ce la si può cavare anche pensando che un giorno prima o poi questo terremoto arriverà. 

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