Strisciante, strisciare, strisciando: sempre pensato che questa sequenza di lettere si riconducesse a un animale, a un modo di muoversi, a qualcosa che fa un determinato rumore passando tra le frasche, tra i fili d'erba o le rocce. Tutto giusto, se non che strisc...qualcosa voglia dire anche altro, e non per forza appartenente agli animali non umani.
Anzi, approfondendo quella materia che più "materia" non si può, la mineralogia, la parola striscio fa riferimento a "un determinato colore della polvere prodotta dallo sfregamento di un campione di minerale su una superficie scabra". Per chi non lo sapesse, scabra vuol dire ruvida, pietrosa, brulla.
Il prodotto di un corpo tutt'altro che animato con un altro corpo tutt'altro che animato.
Tuttavia, questo corpo contro corpo svela la vera essenza del minerale, la sua profonda anima: "Al contrario del colore del minerale, che può variare considerevolmente all'interno di una stessa specie (anche qua una specie inanimata, aggiungo io!), il colore della polvere fine della stessa specie minerale rimane costante e caratteristico della specie stessa." In sintesi il colore dello striscio costituisce una caratteristica intrinseca della specie animale minerale. Questa mistura di comportamenti animali e minerali è interessante, forse nulla di nuovo: la geologia ha da sempre usato attributi appartenenti al mondo dei vivi per descrivere alcune caratteristiche della roccia stessa.
Pensiamo a termini come affioramenti, colture, venature: lessico riconducibile al mondo dei vivi e che attribuiamo al mondo dei morti per cercare di comprenderlo, descriverlo.
Oppure, altra interpretazione, perchè chi ha a che fare con la materia nel suo stato più puro impara a coglierne la sua vivacità, il suo movimento e la capacità di agire ed esprimersi in qualche modo attraverso dei comportamenti nello spazio. E sui comportamenti nello spazio si tornerà dopo.
Non è un caso -quindi- che il movimento del minerale su un altro corpo morto generi una sua caratteristica, una sua espressione.
Cosa dedurre da questa parola e questo ragionamento? Che tutto sommato rimane ancora l'intuizione di strisciante, strisciarsi e che il magma attivo del serpente che si muove esprimendo la sua caratteristica nel portamento, nello spostamento rappresenta un'espressione di sè tanto quanto lo striscio di un minerale, che alla fine così morto non è.
Lo striscio quindi cosa rappresenta? Un contatto in movimento di due corpi, vivi o morti che siano che producono una vivacità, un'espressione, una caratteristica.
Non ci stupisce se da qualche parte, nel mondo dello sport, la parola striscio abbiamo un suo significato.
In fondo lo sport è l'espressione di contatto massimo o minimo con ciò che è esterno al proprio corpo. Minimo contatto con l'acqua nel caso del nuoto, striscianti nelle vasche olimpioniche, o sulla neve, striscianti lungo i versanti montuosi, o ancora con l'aria, pensiamo a un corridore.
La parola striscio però non si trova in tutti gli sport, ma nella scherma lo ritroviamo.
Fioretto, spada, sciabola: tre tipi di serpenti striscianti, che sfregano senza lasciare odore, colore, polvere come la nostra specie minerale, certo, ma che toccandosi esprimono una forza, un modo di porsi verso l'avversario.
Non che per il serpente il proprio terreno sia l'avversario, non che per il minerale un'altra roccia con cui viene a contatto sia l'avversario. Eppure un corpo estraneo con cui si collide rappresenta altro, un ostacolo da superare, una superficie su cui cimentarsi, qualcosa con cui fare i conti.
E così nella scherma lo striscio è un focus, una componente fondamentale, l'attimo esatto in cui viene espressa la propria mossa. Dal dizionario de Internazionale: "striscio nella scherma, azione che consiste nel fare strisciare la propria arma contro quella dell’avversario".
Ed ecco fatto: il movimento che collide con un altro corpo esprime un qualcosa per mondi vivi e mondi morti.
I virgolettati sono de L'angolo della geologia
Nessun commento:
Posta un commento