Il miele è composto principalmente da acqua, siamo sul 14-17%, la presenza di H20 condiziona la conservazione e quindi la qualità del prodotto. Quindi 14-17% non molto di più, non molto di meno: troppa acqua può causare fenomeni fermentativi, poca acqua può rendere il composto non lavorabile.
Come sempre: è una questione di equilibrio.
Zucchero: altra componente fondamentale, la più importante. Glucosio e fruttosio insieme compongono circa il 90% della sostanza, il valore energetico viene sprigionato proprio grazie alla loro presenza.
Proseguendo nella ricetta del miele troviamo acidi organici e sostanze minerali, come il potassio e altri sali, rappresentano le qualità e le caratteristiche del terreno in cui la pianta cresce e da cui le api traggono il nettare.
Questo equilibrio di componenti esiste da milioni di anni e da almeno 10.000 anni l'uomo ne fa uso.
Da sempre nel corso della storia le api sono state un costretto alleato degli umani: il miele rappresentava una fonte di energia e di zuccheri inestimabile e che tutt'ora gioca un ruolo fondamentale nell'alimentazione, soprattutto quella degli sportivi. Il miele conferisce all'organismo un apporto calorico adeguato ed equilibrato, conserva l'efficienza della respirazione, del tono muscolare e quello cardiaco.
Come è ben noto, il cambiamento climatico e l'inquinamento, in particolare l'uso di pesticidi, stanno causando una drammatica moria di api, minacciando la biodiversità e la produzione alimentare.
Il cambiamento climatico, in particolare in zone montuose, minaccia
le api alterando la sincronizzazione fioritura-raccolta, provocando
siccità e gelate tardive che riducono drasticamente la produzione di
miele.
E in montagna le minacce antropiche sono tante, e si sono moltiplicate nel tempo sia per quantità che per intensità. Tra le attività che impattano sulle attività di quest'altra specie sono proprio gli sport invernali, nella loro misura intensiva e turistificata di massa.
E quindi, nonostante il connubio tra miele e performance, un cortocircuito pare inevitabile.
Quell'equilibrio fatto di rapporti, proporzioni e "rispetto" di una certa quantità di ogni componente necessario viene meno. Entriamo in cortocircuiti energetici, in cui ciò che dovrebbe dare vita e vitalità, mantenere in piedi organismi e migliorarne la performance in maniera naturale, viene condannato a bisogni sempre più artificiali di vite più artficiali.
In fondo, che il miele è prezioso ce l'aveva già insegnato Winnie the Pooh. L'immagine rappresenta infatti delle creature che abitano gli incubi dell'orsetto, pronte a rubare ciò che ha di più prezioso: il miele.
Immagine da: Le avventure di Winnie the Pooh, 1977, Buena Vista distribution.
1. Acanfora Massimo, L'altra montagna. Guida di turismo responsabile nelle terre alte. Altreconomia (2023)
Evitare i copia e incolla. Da approfondire
RispondiElimina