Il miele è composto principalmente da acqua, siamo sul 14-17%, la presenza di H20 condiziona la conservazione e quindi la qualità del prodotto. Quindi 14-17% non molto di più, non molto di meno: troppa acqua può causare fenomeni fermentativi, poca acqua può rendere il composto non lavorabile.
Come sempre: è una questione di equilibrio.
Zucchero: altra componente fondamentale, la più importante. Glucosio e fruttosio insieme compongono circa il 90% della sostanza, il valore energetico viene sprigionato proprio grazie alla loro presenza.
Proseguendo nella ricetta del miele troviamo acidi organici e sostanze minerali, come il potassio e altri sali, rappresentano le qualità e le caratteristiche del terreno in cui la pianta cresce e da cui le api traggono il nettare.
Questo equilibrio di componenti esiste da milioni di anni e
"
Le prime tracce che testimoniano l’uso del
miele da parte dell’uomo, il quale probabilmente se ne cibava fin dalle
origini, sono databili a circa 10 mila anni fa, come questa pittura rupestre scoperta nei pressi di Valencia, in Spagna." (https://unaapi.it/mieli-e-prodotti-delle-api/miele/il-miele-attraverso-i-secoli/)
Da sempre nel corso della storia le api sono state un costretto alleato degli umani: il miele rappresentava una fonte di energia e di zuccheri inestimabile e che tutt'ora gioca un ruolo fondamentale nell'alimentazione, soprattutto quella degli sportivi.
"Nelle attività sportive, il miele riveste
un ruolo importane, poiché serve a conservare efficienti il fisico, la
respirazione, il tono muscolare e cardiaco.Il miele dona al nostro organismo
l’apporto calorico necessario durante una gara. " (https://apiebenessere.wordpress.com/2025/03/01/miele-e-sport/) (vedere anche la ricerca di J. Campbell dove riporta le quantità medie di miele da far assumere agli atleti)
Come è ben noto, il cambiamento climatico e l'inquinamento, in particolare l'uso di pesticidi, stanno causando una drammatica moria di api, minacciando la biodiversità e la produzione alimentare.
Il cambiamento climatico, in particolare in zone montuose, minaccia
le api alterando la sincronizzazione fioritura-raccolta, provocando
siccità e gelate tardive che riducono drasticamente la produzione di
miele. E in montagna le minacce antropiche sono tante, e si sono moltiplicate nel tempo sia per quantità che per intensità. Tra le attività che impattano sulle attività di quest'altra specie sono proprio gli sporti invernali, nella loro misura intensiva e turistificata di massa.
"Sempre più studi confermano la minaccia rappresentata dalle piste da sci
per la biodiversità alpina. Una pista su tre ha già
conseguenze negative sui rifugi climatici, aree fondamentali per piante
ed animali d’alta quota"
(https://www.greenplanner.it/2025/01/14/piste-sci-peggiorano-effetti-cambiamento-climatico/ )
E quindi, nonostante il connubio tra miele e performance, un cortocircuito pare inevitabile.
Quell'equilibrio fatto di rapporti, proporzioni e "rispetto" di una certa quantità di ogni componente necessario viene meno. Entriamo in cortocircuiti energetici, in cui ciò che dovrebbe dare vita e vitalità, mantenere in piedi organismi e migliorarne la performance in maniera naturale, viene condannato a bisogni sempre più artificiali di vite più artficiali.
giovedì 19 marzo 2026
MIELE - Il cortocircuito energetico
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