giovedì 26 marzo 2026

SUDORE

 La parola sudore è spesso collegata a uno stato, la fatica. Una fatica fisica certo, che può derivare da tante cose, un'attività sportiva, uno sforzo fatto per aggiustare un macchinario in fabbrica, lo spostamento dei mobili della nonna durante un trasloco. 
La fatica è spesso collegata alla parola lavoro: un lavoro che deriva dall'utilizzo del corpo quando si sollevano dei pesi, si fa una corsa, quindi in ambito sportivo, oppure dall'utilizzo del proprio corpo durante l'attività lavorativa: pensiamo ai muratori, ai riders, ma anche ai minatori. 
Se nel primo caso, dopo un allenamento, le endorfine donano uno stato di rilassatezza e soddisfazione, nel secondo caso, dopo una giornata di almeno otto ore di lavoro, la fatica e la stanchezza sono più intensi. 
Anche in montagna, lungo i sentieri dei minatori, spesso si sussurra di quante fossero le gocce o lacrime potremmo dire, di sudore versate per percorrere ogni giorno la stessa strada per raggiungere la miniera. 
Oggi, quegli stessi sentieri raccolgono gocce diverse, di un sudore che sa di domenica in famglia, che sa di amici e di svago. Segno anche questo del cambiamento della società: le miniere sono state "esportate", i minatori che sudano sono ormai i peruviani, i congolesi, gli indonesiani, per citarne alcuni. Mentre le nostre montagne conservano le proprie cicatrici irrigate dalla fatica del passato, e nuove generazioni che trascorrono le settimane di lavoro alla scrivania, ritagliano una giornata per sfogare la stanchezza che non è più fatta di sudore, non è più fatta di muscoli, ma di testa e di ammorbamento urbano. 
E quei luoghi, registrano ogni goccia che cade su di loro, tracciando cambiamenti e nuove traiettorie. 

Nessun commento:

Posta un commento

CAVA

Cavarsela nella vita è uno dei primi principi della sopravvivenza moderna.  Un misto tra accettazione delle proprie condizioni sociali e ind...